Matteo con Marika e Orsetta

Posted by admin under Incontri Erotici on mercoledì Gen 11, 2023

La mattina dopo Marika dopo aver fatto sommariamente le faccende di casa andò da Orsetta, ma non la trovò sola.

Infatti, lei era con un uomo che Marika aveva visto qualche volta, ma che non credeva conoscesse Orsetta.

Quest’uomo era il marito della vicina di Orsetta, si chiamava Matteo era bellissimo e soprattutto più giovane di almeno dieci anni rispetto a lei.

I due erano stati disturbati mentre erano inequivocabilmente a letto e Marika si scusò e disse che avrebbe fatto bene a telefonare prima e se ne tornava a casa.

Matteo non le diede il tempo di andarsene che la baciò lì sulla porta di casa con il rischio che li vedessero tutti. Si mise a baciarla quasi a mangiarla e a palparla tutta con le mani.

Marika si sentiva come argilla sotto le mani di Matteo e non pensava a nulla neanche che probabilmente aveva “rubato” un’amante a Orsetta.

Orsetta però non sembrava scontenta anzi chiuse la porta e disse di andare in camera da letto per potersi divertire tutti e tre insieme.

Marika voleva dire qualcosa, ma Matteo la continuava a baciare con passione, sentiva la fica in fiamme e non vedeva l’ora di essere posseduta da lui.

Matteo non la fece aspettare molto, la fece mettere a pecorina, facendola godere moltissimo mentre di sotto si era messa Orsetta a succhiarle i seni.

Finalmente Marika poté domandare a Orsetta se non era gelosa di lei e Orsetta rispose che non lo era perché era infatuata di entrambi.

Le chiese da quanto andava avanti la storia con Matteo e lei disse che ne avrebbero parlato in un altro momento, che ora era il momento di godere alla grande, con il cazzo di Matteo.

Cazzo veramente notevole che aderiva perfettamente alla fica di Marika facendola godere come una porca, come piaceva a lei.

Una volta che Matteo finì con Marika, prese Orsetta per i capelli e le infilò il cazzo in bocca, scopandole la bocca.

Marika per un po’ stette a guardare, al tempo stesso intimorita dalla violenza di Matteo, ma dall’altro lato non vedeva l’ora che lo facesse con lei.

Poi Marika si stufò di guardare e basta e si mise a leccare la fica di Orsetta, ma Matteo in malo modo la levò di lì, dicendole che Orsetta doveva godere solo grazie al suo cazzo.

Matteo aveva un carattere piuttosto dominante e Marika chiese se si potesse masturbare e lui disse che sì poteva.

Marika si masturbava, guardava quello che succedeva finché Matteo sborrò nella bocca di Orsetta. Quest’ultima tentava di ingoiare tutto, ma non ce la faceva così Matteo ordinò a Marika di leccare tutto ciò che Orsetta non riusciva a buttare giù.

Marika lo fece, leccando così i capezzoli di Orsetta e la sua bocca, ma Matteo la scostò ancora malamente da Orsetta, dicendo che dovevano godere solo grazie a lui.

Marika gli fece notare che l’altro giorno aveva fatto sesso con Orsetta e che avevano goduto alla grande.

Matteo rispose che quando c’era lui, dovevano ubbidirgli e che non potevano fare sesso tra loro come quando erano da sole.

Marika rispose che non le andava bene e che se ne voleva andare, Matteo disse che era liberissima, ma in quel caso, non avrebbe più rivisto Orsetta e se l’avesse fatto, l’avrebbe detto a suo marito.

Marika allora rimase obbedendo in tutto e per tutto a Matteo. Era sconvolta perché sì godeva però era allo stesso tempo arrabbiata con lui.

Lui non se la prendeva perché era uno che non si interessava dei sentimenti degli altri.

Marika dovette ammettere che scopava veramente bene. Marika però amava moltissimo anche fare sesso con Orsetta e non vedeva l’ora di trovarla un giorno sola in casa.

Matteo le fece mettere in ginocchio entrambe così da succhiargli il cazzo con lui che metteva la mano sulla testa per imprimere loro il ritmo.

Lui mise tutto il suo cazzo comprese le palle in bocca a Marika che credeva di scoppiare finché finalmente non poté riprendere aria perché nel frattempo era Orsetta ad avere tutto il suo cazzo in bocca.

Ad un certo punto, Matteo si sdraiò fece mettere Marika con la fica sulla sua bocca e gliela cominciò a leccare mentre Orsetta lo cavalcava.

Quello fu il momento in cui le due donne godettero moltissimo e Matteo era meno dominante rispetto a prima.

Marika venne diverse volte così come Orsetta. Poi, le due donne si scambiarono di posizione e raggiunsero diverse volte l’apice del piacere.

Marika guardò per caso la sveglia e vide che doveva tornare a casa sennò il marito avrebbe pensato chissà cosa.

Matteo le diede il permesso di andarsene mentre fece mettere Orsetta a pecorina e la inculò mentre lei gridava selvaggiamente e lui continuò finché non le sborrò dentro, ma questo Marika lo seppe nel pomeriggio da whatsapp scambiati con Orsetta.

Marika disse che sì Matteo era un vero uomo, ma le trattava di schifo e Orsetta rispose che lo sapeva, ma che era l’unico uomo che aveva sottomano per fare sesso e non poteva fare troppo la schizzinosa.

Marika non rispose nulla, anche se pensava che se Orsetta si fosse curata di più, avrebbe avuto più di un uomo dietro.

Marika comunque le disse che preferiva quando loro due erano da sole, anche se questo non voleva dire che lei fosse lesbica.

Orsetta disse che lo stesso valeva per lei e si dettero l’appuntamento per l’indomani.

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Adesso sono un cornuto!

Posted by admin under Incontri Erotici on venerdì Dic 30, 2022

Mi chiamo Marco, ho 35 anni e da tre sono sposato con Milena. Sono di media statura, capelli neri, occhi marroni; lavoro come consulente finanziario in una banca. Milena ha la mia stessa età, è una bella donna alta 1,70, bionda, occhi chiari, seno una buona terza piena, cosce lunghe, ed un bel culo tondo e sodo. Da quando siamo sposati, ho iniziato a sospettare sulla sua fedeltà. Non ci sono stati fatti specifici, ma avevo notato, qua e là, indizi significativi: uscite la sera con amiche che non conoscevo, oppure qualche chiamata, cui non aveva risposto, dopo aver fatto squillare a lungo il telefono, insolite distrazioni, un tono distratto in certe nostre conversazioni telefoniche, come se stesse con qualcuno. Infine la svolta qualche giorno più tardi. Quella mattina l’ho chiamata dal lavoro e quella sensazione che potesse essere con qualcuno si è ancor più rafforzata. Qualche frase spezzata, un’esclamazione inspiegabile, insomma segnali che portavano ad un’unica conclusione: non era sola! Ho interrotto la comunicazione, avvertendo che al lavoro sarei stato impegnato fino al pomeriggio, così da non farle sospettare che io potessi interrompere quello che stava facendo. Ho lasciato l’ufficio con un pretesto: in piena estate, c’era poco lavoro e poca gente, quindi la mia assenza non sarebbe stata notata. Son corso a casa che non dista molto dal mio posto di lavoro: solo circa 15 minuti d’auto. Era necessario arrivare velocemente, per scoprire cosa stava succedendo. Il mio cuore batteva forte, in un misto di angoscia ed eccitazione. Quando son arrivato a destinazione, ho lasciato la vettura nel parcheggio sotterraneo e questo mi ha permesso di raggiungere direttamente il nostro appartamento, senza esser visto da nessuno e, senza indugio, sono entrato silenziosamente in casa. Sono andato verso la nostra camera, ho aperto la porta e lì l’ho travata, sul nostro letto matrimoniale, tutta presa a gustarsi i suoi giochi erotici. La prima cosa che ho visto, è stato un culo peloso rivolto verso di me, che si muoveva ritmicamente, su e giù, su e giù. Ero paralizzato. Non è che non me lo aspettassi, ovviamente, ma constatare che i miei sospetti erano brutalmente confermati, era qualcosa di troppo forte. La mia irruzione non è passata inosservata, nonostante il detentore del culo peloso e la mia Milena, sotto di lui, se la stessero godendo alla grande. Milena mi guardò con un misto tra sorpresa e shock. Non se lo aspettava, era ovvio, e avrebbe preferito non farsi trovare in quella posizione, anche questo era evidente. Io ero senza parole ed anche Milena. Mentre il “culo peloso”, si tolse da Milena e, appoggiatosi accanto, sul gomito destro, mi guardò con un’espressione tra il sorpreso ed il malizioso.

Ruppe il silenzio, chiedendo: «Chi sei?»

Che sfacciato! Non ho potuto rispondere a nulla, ma la cagna ha recuperato la calma ed ha risposto per me: «È Marco, mio marito.»

E, come se ci trovassimo nella più innocente delle situazioni, ha completato la presentazione dicendomi:

«Questo è Massimo… Un mio amico.»

Tanta sfrontatezza aumentò il mio stupore, inibendomi di proferir parola. Un senso di dolore ed umiliazione mi aveva paralizzato, ma, da qualche altra parte, nel mio intimo, quella scena mi aveva eccitato al massimo. A poco a poco sono stato in grado di realizzare la situazione che avevo davanti agli occhi. Erano entrambi completamente nudi. Il corpo bello ed esuberante di Milena era sdraiato sulla schiena, con le gambe divaricate e le grandi tette che le svettavano sul petto. L’uomo che se la godeva era un individuo alto, magro, piuttosto peloso, che mi guardava con curiosità e un cenno soddisfatto. Sicuramente si godeva il fatto che io ero il cornuto e lui era colui che me le aveva appena fatte. Il suo cazzo era ancora teso, proprio come l’aveva tirato fuori dalla fica di Milena quando ero entrato. Ho notato subito che aveva un arnese di generose dimensioni, più grande del mio in spessore e in lunghezza. Visto che ancora non pronunciavo parola, Milena ha ripreso:

«Non so cosa vorresti fare: potremmo continuare a stare insieme o potremmo divorziare, ma, in ogni caso, io non smetterei di andare a letto con Massimo.»

Il fatto che abbia messo le cose in modo così chiaro, mi ha aiutato a superare la mia perplessità e dire quello cui facevo fatica a credere che fosse uscito dalla mia bocca.

«No, Milena. Non voglio divorziare. Voglio continuare ad esser tuo marito e mi farò una ragione se hai bisogno di qualcun altro per esser chiavata in maniera così energica ed appagante.»

Il bull si è fatto una risata piena di soddisfazione. Milena mi guardò attonita e, come se quella soluzione fosse la più bella del mondo, si voltò verso di lui e lo baciò appassionatamente sulla bocca. Hanno limonato per alcuni minuti, mentre io guardavo sempre più ferito ed umiliato, ma, nello stesso tempo, sempre più eccitato, come dimostrato dal gonfiore nei miei pantaloni. Quando finalmente decisero di separare le loro bocche, Milena mi guardò di nuovo con lui davvero incuriosito. Di nuovo, il suono delle mie stesse parole mi sorprese, perché io stesso facevo fatica a credere a quello che dicevo.

«Non voglio perderti. Voglio stare con te, anche se devo abituarmi a vederti scopare con un altro.»

Era una totale soggezione alla libertà di decidere della vita sua e mia, senza limiti e/o condizioni.

«Chiudi la porta e goditi lo spettacolo!»

Molto lentamente si chinò sull’uomo, abbassò la testa e cominciò a baciargli il membro duro. Fece scorrere la lingua su e giù sul tronco, leccò delicatamente il glande, scese con le labbra e la lingua lungo il palo rigido, si dedicò a baciare, leccare e succhiare le palle dure e piene, risalì il tronco fino a ingoiarlo tutto con gioia. Massimo giaceva supino, con chiara espressione di soddisfazione, ed emetteva eloquenti gemiti di piacere, senza esimersi dal sottolineare:

«Brava, zoccola! Fa vedere al cornuto come si succhia e lecca un bel cazzo come questo! Dai, continua. che ti voglio inondare la gola di sborra. Dai, troia, succhia!»

Milena proseguì in quel compito, mentre io ero ben consapevole della sua maestria nel portare a termine quel gioco, finché lui le chiese di farlo sborrare:

«Dai, vacca, succhia che sborro!»

Un suo grido, da vero porco, rese evidente il momento in cui, a seguito del succhiare di lei, le stava riversando in gola tutta la sua sborra. Milena ha proseguito nella sua azione, fino a spremere tutto il succo che poteva ottenere e, solo allora, ebbe a lasciare il grosso randello con la lentezza di chi abbandona qualcosa che in realtà avrebbe voluto ancora tenere per sé.

Poi si alzò sul letto, mi guardò di nuovo e mi disse con fermezza:

«Se vuoi vedere quanto son troia e come ti faccio cornuto, devi farne parte. Vieni a baciarmi!»

Mi avvicinai a lei e premetti la mia bocca contro la sua. Le ho fatto scorrere la lingua dentro, avvertendo subito il sapore acre di sperma e succhi vaginali di cui era inzuppato quel cazzo, prima che lei lo pulisse con il pompino. Quando ha ritenuto che avessi già assaporato abbastanza i sapori del sesso nella sua bocca, si è staccata e mi ha inflitto un nuovo ordine:

«Ora leccami e succhiami la figa, quella dove, fino a poco fa, ha scopato un altro! Me l’ha farcita bene già una volta e, quindi, la trovi ben ricca di crema!»

Ancora una volta ho obbedito, senza chiedermi perché mi stavo sottoponendo a questa ulteriore umiliazione. Mi inginocchiai accanto al letto, affondai la testa tra le sue gambe e presi a leccarla a fondo. Il mio stato d’animo era ridotto ad uno straccio, mi sentivo umiliato, deriso, ma la situazione mi eccitava terribilmente. Senza muover le gambe, affinché continuassi a succhiare, lei avvicinò il busto al corpo di Massimo e prese a baciarlo sulla bocca, sul collo, dietro le orecchie e sul petto peloso. Dalla mia posizione li sentivo parlare appassionatamente.

Lui non smetteva a prodigarle lodi e complimenti.

«Sei la mia femmina, la mia vacca da letto, la mia puttana dolce e succhiacazzi, che voglio sfondare tutta!»

Lei mugolava e gongolava compiaciuta, ricambiando.

«Tu sei il mio toro, un maschio fantastico, una vera fonte di sborra calda!»

Si baciavano con passione e piacere con tutto il trasporto possibile.

Alla fine la mano di Massimo mi separò dal sesso di mia moglie.

«Togliti, cornuto, che la voglio scopare ancora!»

Le salì di nuovo addosso e, dalla mia posizione più bassa, ho notato che il suo cazzo era di dimensioni davvero notevoli e, con un affondo deciso, le sprofondò di nuovo in quella grotta che, almeno finora, avevo considerato solo mia, mentre lei, gemendo di piacere, tornò a circondandogli la vita con le sue gambe.

«Dai, sfondami! Sei un toro meraviglioso! Guarda, cornuto, come mi sfonda!»

Mi son seduto per terra a guardare come scopavano. E devo ammettere che è stato un vero spettacolo. Subito le sue grida ed i gemiti di piacere di Milena hanno riempito la stanza, fin quando, dopo diversi minuti che scopavano intensamente, sono venuti insieme. Lui si è svuotato di nuovo dentro mia moglie, e ancora io ho avuto il compito di pulirle la fica da ogni traccia della sborrata, mentre la bocca di Milena faceva lo stesso con il cazzo del suo amante.

Massimo mi ha toccato scherzosamente la fronte, chiamandomi cornuto in tutte le varianti che gli venivano in mente. Quando Milena ha finito il suo lavoro di pulizia, ha voluto che io l’ascoltassi attentamente.

«Sia ben chiaro che, d’ora in poi, continuerò a scopare con Massimo. Lo sai vero? Ho deciso che gli affido, in maniera incondizionata, figa, bocca e culo, e, per quel che ti riguarda, potrai vederci quando scopiamo, a condizione che tu esegua quanto ti chiediamo. Se sarai bravo ed ubbidiente, poi continuare ad esser mio marito e scopare con me, quando Massimo è lontano, altrimenti me ne vado con lui.»

L’ho guardata, cercando di capire.

«Ma… come siamo arrivati a tutto questo? E perché hai deciso così?»

Lei mi ha sorriso in maniera ironica.

«E me lo chiedi? Al matrimonio di tua cugina, c’era un vecchio che, per tutto il giorno, non ha fatto altro che sbirciare fra le mie cosce e tu, che hai fatto, quando mi ha toccato ripetutamente il culo? Mi hai detto che le mie recriminazioni erano esagerate, perché lui era solo un po’ sbronzo! Io, però, ho notato come ti eri eccitato, né più e né meno come ti è successo ora! Ma guardati! Hai il cazzo duro pure ora che mi hai visto chiavata da questo toro stupendo!»

Effettivamente tutti abbiamo abbassato lo sguardo per dare un’occhiata al famigerato rigonfiamento dei miei pantaloni. La sua voce ha risuonato molto dura.

«Per questa volta, ti puoi fare una sega, ma appena torni in ufficio, non qui; però, in futuro, te la devi meritare! Inoltre fammi un piacere: Prima di tornare al lavoro, scendi in farmacia e prendimi del lubrificante, perché lui mi vuole sfondare anche il culo e me lo voglio godere per bene, senza aver dolore.»

Sono sceso e risalito velocemente e, dopo avergli consegnato il flacone di lubrificante, lei mi ha imposto di tornare al lavoro, tanto al resto avrebbe pensato lui. Mentre me ne andavo, Milena mi ha dato un bacio e ha detto una cosa che mi ha davvero fatto eccitare tantissimo:

«Ho deciso che condurrò la mia vita con te in questo modo, perché è così che mi piace, quindi fa la tua parte ed aiutami a godermela. Sei un buon cornuto e, per questo, ti amo di più. Non preoccuparti, Massimo non sarà il solo, ce ne saranno altri che semineranno nel mio giardino, in modo tale che tu possa godere di corna sempre ben fresche e lucide.»

Non sono riuscito ad arrivare in ufficio; appena in auto, mi son segato ed ho schizzato immediatamente.

Cazzo, sono un cornuto e mi sento soddisfatto.

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Cronache di Natale: una storia d’amore

Posted by admin under Incontri Erotici on domenica Dic 25, 2022

David è seduto sul divano nel suo caldo soggiorno, mentre fuori fiocchi bianchi turbinano nel vento. E’ seduto davanti al camino, sorseggia del mirto, e mangia dei piccoli seadas cucinati da sua mamma. E’ un Natale perfetto. Beh, quasi perfetto. Accanto a lui sta un grosso cartonato personalizzato che ritrae il suo amato, adorato, Benedetto Croce. Se lo porta dietro ovunque per averlo sempre con sé. Guarda il camino mestamente, sospirando e in quel momento decide scioccamente, ma segretamente sperandolo, di esprimere un desiderio.

“Babbo Natale, ti prego, una volta nella vita vorrei poter conoscere Benedetto Croce.”.

Passa ancora una mezz’oretta a rilassarsi, osservando il fuoco crepitare nel caminetto. Poi a mezzanotte si alza con un sospiro e va a nanna come i bambini nel lettino, ma subito sente dei rumori provenire dal camino.

Va allora David e dal camino vede uscire immacolato Babbo Natale. Ma… oh sorpresa! Non è il babbo ma Benedetto Croce vestito Santa Claus.

“Qualcuno dall’alto mi ha chiamato e mi ha detto della tua devozione.” l’apostrofa Croce. David sconvolto, emozionato balbetta: “Maestro…”.

“Ho ho ho, sei stato un po’ cattivo quest’anno: solo Pseudostorie1 per te.” dice Croce alzando le sopracciglia e sorridendo con finto rimprovero. Agita il sacco dei doni e ne trae il libro e una verga del sex shop “PoCOCK2 & friends”. David deglutisce.

“Ho ho ho, la vuoi vero?”.

David risponde con voce flebile: “Ma io ho sempre predicato che la storia è sempre e solo contemporanea mio mentore!”.

E Croce: “Non è sbagliato in sé cio che hai insegnato, ma che tu pretenda nel cuore di essere uguale a me. Cos’hai da dire in tua difesa?”.

David è senza parole. Croce fa un cenno verso la sua cintura. Con mani tremanti allora David si cala i pantaloni e Benedetto lo fa accoccolare sulle sue gambe.

“Ora passiamo dal pensiero all’azione!” sentenzia Benedetto è così dicendo inizia a vergare il culo di David impietosamente. La verga colpisce le sue chiappe e Benedetto grida: “La senti la verga che vibra dentro di te?!”

David nel frattempo sta godendo e grida tra i singhiozzi: “Oh sì, storie nient’altro che storie3!” e intanto preme l’erezione sulla gamba di Benedetto.

“Io per te non sarò un giustiziere ma un giustificatore delle tue voglie!” dice Benedetto imperioso. David libera il cazzo e lo strofina contro il velluto dei pantaloni natalizi.

“Ti prego Benedetto, possiedimi, fammi sentire tutta la grandezza della tua conoscenza, fai vibrare il tuo essere in me!”.

Ma Benedetto non aveva ancora finito di infliggere la sua punizione.

“Non si fa storia filologica! Fehler!” e giù una vergata. “Non si fa storia poetica! Fehler! Non si fa storia oratoria! Fehler! Non si fa storia di tendenza! FEHLER!”.

David soffre e gode ad ogni vergata, mentre chiede perdono tra le lacrime.

“Non sarò solo una maestro crudele, ti darò anche piacere.”.

La punizione cessa e nel silenzio del soggiorno si sentono solo i singhiozzi di David.

“Ora per rendere quella che sarebbe solo cronaca storia, ti farò sentire tutto il mio essere! Ti possiederò in questo atto spirituale e la Weltgeschichte in cui potresti ricadere tornerà particolare e presente.”.

Benedetto lo butta sul tappeto davanti a camino e lo prende. Si infila lentamente nel suo culo finché non è entrato completamente. Il cazzo di Benedetto pompa la prostata di David, strappandogli grida di passione. Il suo desiderio era morto come la cronaca, ma ora che Croce lo possiede spiritualmente stanno finalmente creando una vera storia d’amore. Benedetto continua a scoparlo brutalmente finché David non viene copiosamente sul suo tappeto e il suo maestro lo riempie col suo spirito. Quando Benedetto si sfila da lui, David si lascia cadere sfinito e appagato sul tappeto, ansimando, fregandosene dello sperma che gli inzuppa i vestiti.

Non fa in tempo a riprendersi che vede Benedetto, già rivestito, andare verso il camino.

“Aspetta! Dove vai?” chiede David.

“Mi spiace ma c’è una festa per i morti a cui devo proprio presentarmi.”. In quel momento in mezzo al salotto compare Robin Collingwood4.

“Sei pronto Benedetto?” chiede Collingwood.

“Sì certo. Andiamo mio caro, Cambridge ci attende.” dice Benedetto sorridendo e insieme si dissolvono nella calda luce del focolare. David rimane scioccato e sporco sul tappeto. Viene lasciato così, col disprezzo nel cuore, nel vedere il suo amato insieme all’odiato Collingwood, e i suoi biscottini sardi.

Note finali:

1- Vedi “Teoria e storia della storiografia” di B. Croce.
2- Oltre alla battutaccia, John Pocock è uno storico neozelandese della scuola di Cambridge.
3- Vedi “Nient’altro che storia” di G. Galasso.
4- Robin Collingwood, della scuola di Cambridge, è praticamente Croce inglese che non ce l’ha fatta.

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Un carattere dominante

Posted by admin under Incontri Erotici on martedì Dic 6, 2022

Marika trascorse la giornata in subbuglio perché non sapeva dove fosse finito il suo buonsenso.

D’altronde, per la prima volta in vita sua, era stata in preda alla passione più sfrenata, che obiettivamente non aveva provato con Daniele.

Il problema era che di solito, gli uomini bravi a letto sono pessimi compagni di vita.

Marika si chiese perciò se dovesse tenere Pietro come amante e continuare la sua vita monotona e noiosa col marito.

Marika era troppo onesta e non sarebbe stato in grado di reggere la situazione per molto tempo.

Inoltre, c’era sempre il problema con Orsetta e lei non osava parlare con Daniele data la situazione.

Forse, adesso Orsetta voleva Pietro, ma lo voleva fortemente anche Marika perché le sensazioni che aveva provato con lui, non le aveva provate con nessun altro.

La mattina dopo andò a fare la passeggiata, ma tornò a casa col cervello in fiamme come diceva lei perché aveva pensato moltissimo, ma non era arrivata a nessuna conclusione.

Marika sapeva che avrebbe combattuto per Pietro, cosa mai fatta in vita sua, considerato che aveva avuto un unico uomo ossia suo marito.

Marika stava riordinando casa quando le arrivò un whatsapp di Pietro che le chiedeva di incontrarlo al più presto in un hotel della zona, lei rispose che non poteva perché il marito tornava a mezzogiorno a mangiare a casa.

Lui le rispose che era una codarda e che avrebbe invitato Orsetta.

Marika a quel punto inventò una scusa al marito e si recò all’hotel, dove trovò Pietro nudo sdraiato sul letto che si stava facendo una sega.

Lui, senza tanti preamboli, la invitò a succhiargli il cazzo e lei lo fece subito, senza neanche spogliarsi.

Pietro era soddisfatto di come succhiava e la chiamava con epiteti pesanti come zoccola, troia ecc., ma lei scoprì che si eccitava moltissimo.

Alla fine Pietro le fece capire che stava per sborrare e lei da vera troia ingoiò tutto senza tralasciare neanche una goccia.

Pietro era soddisfatto e le disse, che gli aveva fatto un gran pompino per essere una che aveva imparato da poco tempo.

Marika disse che le piaceva proprio farlo e si spogliò così che lui potesse succhiargli il seno e la fica, cosa di cui aveva tantissima voglia.

Pietro lo fece, ma gli disse che dopo non avrebbe accettato più ordini da lei perché voleva essere lui a comandare a letto.

Marika rispose che non ci era abituata, ma che avrebbe imparato perché voleva godere sempre di più con lui.

Pietro le rispose che l’avrebbe fatta diventare una brava sottomessa e Marika disse che non le piaceva l’idea perché aveva letto dei racconti erotici di sottomissione e si era messa paura.

Pietro disse che la sottomissione sarebbe stata solo a letto, per il resto, lei era libera di vivere come credeva la sua vita.

Marika rispose che andava bene, anche se, disse era molto permalosa e non sapeva se avrebbe sopportato un rapporto di tale genere, sia pure solo a letto.

Lui disse che avrebbero provato e che poi lei l’avrebbe ringraziato per le vette di piacere che avrebbe raggiunto.

Marika disse che era molto sicuro di sé e lui rispose che tutte le donne che aveva avuto, ed erano molte, si erano trovate bene con lui, tant’è che alcune continuavano a cercarlo anche molti anni dopo.

Lui le ordinò di mettersi sopra di lui e di giocare col suo cazzo moscio, lei lo fece seguendo le sue istruzioni, anche se avrebbe voluto fare come le pare.

Dopo un po’ il cazzo si rianimò e lui glielo fece infilare nella fica e lei cominciò a muoversi con lui che spingeva da sotto, tant’è che raggiunse rapidamente il primo orgasmo, poi il secondo, il terzo ecc. dato che era multiorgasmica.

Lui era davvero instancabile e le disse che era una zoccola di primo livello.

Lei allora gli chiese perché non potesse chiamarlo porco e lui rispose che non era la stessa cosa, visto che, per un uomo, si tratta quasi di un complimento.

Per una donna, le parole porche indicano degradazione, ma allo stesso tempo essere una donna che raggiunge il piacere senza problemi.

Marika rispose che era vero, ma che avrebbe voluto essere considerata anche per il suo cervello.

Pietro rispose che nel letto, conta solo la capacità di lasciarsi andare alle sensazioni che si provano, oltre che ad ubbidire agli ordini che lui le avrebbe dato.

Marika, nonostante la sua titubanza nell’accettare un rapporto del genere, si dimostrò una brava sottomessa e dovette ammettere di aver goduto più del giorno precedente.

Lei scoprì che le piaceva, che si eccitava nell’essere trattata male e chiamata con le parole più degradanti per una donna come la già citata zoccola, ma anche puttana, troia, porca, maiala.

Rimasero a letto fino alle 18 e 30, quando Marika disse che doveva tornare a casa a lavarsi e a preparare qualcosa per la cena.

Pietro rispose che per quella volta passava, ma successivamente avrebbe deciso lui quando lei potesse andarsene.

Marika rispose che non voleva farsi beccare dal marito e lui sicuro di sé, disse che non sarebbe successo e che lei avrebbe goduto come non mai.

Marika si vestì, lasciò la stanza, baciò Pietro che le infilò una mano nei pantaloni e la fece venire ancora una volta.

Lei era tentata di fare ancora l’amore con lui, ma avrebbe fatto tardi e se ne andò.

Pietro le disse che l’avrebbe contattata al più presto e che Marika avrebbe dovuto rispondergli solo di sì, non erano ammessi rifiuti.

Marika ribatté che aveva un marito e lui rispose che non gliene importava nulla, la voleva quando decideva lui.

Marika se ne andò perplessa perché sì aveva goduto, ma aveva paura che il comportamento di Pietro l’avrebbe fatta scoprire dal marito, che l’avrebbe buttata fuori di casa e lei non sapeva se Pietro avrebbe voluto una convivente.

Marika per quieto vivere, rispose che sarebbe stata sempre a sua disposizione e Pietro disse che era la risposta che gli avrebbe dovuto dare sempre.

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