Svergino mio cugino (Last Christmas)

Pur essendo accaduto per davvero, la notte con Vanessa e Ramona è stata come un sogno. Fantastico certo, ma non ne abbiamo più parlato. Solo sulla strada del ritorno Vanessa mi ha confessato che è stata la sua prima esperienza sessuale in assoluto e che se l’era sempre sentito di essere attratta più dalle ragazze che dai ragazzi. E io? Diciamo che dopo quella sera ho dovuto concentrarmi sugli esami della sessione prima delle vacanze natalizie, quindi per un po’ non ho avuto tempo di pensarci realmente. Per alleviare lo stress mi sono toccata sia pensando a Ramona che ad Alessio. Poi quella sera. Prima delle vacanze abbiamo organizzato una festa nel convitto e sia io che Vanessa abbiamo bevuto parecchio e forse per rievocare quel fantastico sogno ad occhi aperti ci siamo fiondate in camera, limonato duro e iniziato a spogliarci. Arrivate al momento clou però, niente. Zero feeling, eravamo impacciatissime. Poi mi sono sentita male per l’alcool e sono corsa a vomitare chiudendola lì. La mattina dopo ci siamo salutate imbarazzate e ognuna è partita per la propria rispettiva città natale, spero che le vacanze servano a farci dimenticare l’accaduto.

È da questa estate che non torno a casa, io mi ci trovo davvero bene nel mio paese, o almeno ho sempre creduto così. Dopo tutto quello che è successo in questi ultimi mesi inizia a starmi un po’ stretto, ma rivedere la mia famiglia che mi adora e gli amici di sempre mi riempie il cuore di gioia.
Il giorno di Natale siamo davvero tanti in casa, c’è anche mio cugino Ernesto con cui ho sempre avuto un rapporto speciale. Da ragazzini eravamo sempre insieme, ci raccontavamo tutto, poi sono partita mentre lui è rimasto qui a lavorare e ci siamo un po’ persi di vista. Fisicamente è il mio opposto: se io sono scura, alta e robusta, lui è biondo, pallido, mingherlino. Siamo entrambi un po’ timidi, per questo viaggiamo sulla stessa linea d’onda anche se parliamo poco. Oggi mi sembra più tenero del solito. Tutti i parenti continuano a ripetermi che mi trovano diversa, più sicura di me stessa, mentre lui è il solito timido impacciato. Non lo so, inizio a provare una strana attrazione. Il pranzo dura molto e si fa sera, decidiamo di continuare i festeggiamenti in un locale con dei nostri amici in comune, andiamo con la sua auto. Strada facendo c’è un guasto e rimaniamo bloccati da soli in mezzo al nulla. Il carro attrezzi arriverà tra un ora. Inizia a farmi vedere video divertenti con il telefono, ma io ho un altra idea. Mi appoggio alla sua spalla per guardare meglio, avverto il suo imbarazzo, inizio a scendere con una mano, quando arrivo ad altezza pacco inizia a ribellarsi…

«Ma cosa fai? Siamo parenti!».

«Il tuo corpo sembra dirmi il contrario…»

Il pacco è bello gonfio. Slaccio i pantaloni, è nella media ma in bocca si succhia che è un piacere. Sento che sta per venire, stringo la base del pene con forza per bloccarlo.

«Non credi sia un po’ presto per venire? Abbiamo ancora tempo…»

Lui è imbarazzatissimo balbetta qualcosa riguardo che questa è la sua prima volta. Non resisto, abbasso collant e mutandine e sono a cavalcioni su di lui. Entro con un colpo secco, fa un po’ male ma mi eccita un sacco. Inizio a muovermi piano piano mentre gli lecco il collo per poi arrivare alla bocca, aumentando sempre di più sia l’intensità della lingua che della cavalcata. Non dura molto ma veniamo insieme. Non so, la sensazione di dominio e controllo mi ha dato alla testa. Quando mi stacco riprende a balbettare cose sul fatto che io possa rimanere incinta ma lo rassicuro dicendogli di prendere la pillola. Silenzio imbarazzato. In breve arriva il carro attrezzi, riusciamo comunque arrivare al locale a un’orario decente. Lì la situazione è un po’ strana: io inizio a chiacchierare con tutti mentre lui mi sta sempre vicino, come se dovesse dirmi qualcosa ma resta in silenzio. C’è anche Marzio, uno per cui avevo una mezza cotta ma che mi ha sempre ignorato. Stasera però mi guarda con occhi diversi, eppure non ho cambiato modo di vestire e ne sono diventata più carina. Sarà forse perché sono più spigliata come hanno detto i miei parenti e che ho tante cose da raccontare? Oppure ha fatto qualche scommessa stupida con i suoi amici? Fatto sta che per Capodanno ci invita a una festa nella sua villa e accettiamo. Ernesto non sembra convinto ma acconsente.

Come avevo intuito la sera del veglione Marzio inizia a flirtare con me, prima in maniera scherzosa poi sempre più esplicita. Dopo il brindare della mezzanotte io sono piuttosto ubriaca e ci troviamo soli nella sua camera. Probabilmente crede che io sia solo una preda da aggiungere alla sua collezione, ma non ha capito che sarò io a farlo impazzire. Mi sento come ne “L’estate di Ramona”. Mi sbatte sul letto e inizia a baciarmi, mi palpeggia il seno, poi sfila gonna e calzettoni, cerca di sditalinarmi maldestramente, non ci siamo. Lo faccio sdraiare, gli lego le braccia alla tastiera del letto con le mie calze, inizio a baciarlo lentamente, scendo verso il suo petto, gli lecco i capezzoli e massaggio i pettorali, mi godo gli addominali scolpiti, finalmente arrivo al pacco. E’ davvero gonfio, tra poco si strappano i Jeans. Lo libero e mi trovo davanti un arnese di tutto rispetto. Mi giro, gli sbatto la figa in faccia dicendogli che se vuole che glielo succhi deve farmi godere, inizia a leccarmi a più non posso. Gli do qualche schiaffetto sul pisello, come una gatta che gioca con il tiragraffi. Comincio a segarlo piano piano, quando è completamente di marmo inizio a dargli dei colpetti di lingua, nel frattempo ha trovato il mio punto sensibile. Sto per venire, voglio cavalcarlo subito. Mentre inizio a montarlo alla grande, in un’attimo di lucidità con la coda dell’occhio intravedo un’ombra. Mi rendo conto che la porta è rimasta socchiusa. Incrocio lo sguardo di mio cugino Ernesto. Sto diventando come la persone che ho sempre odiato.

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