Sverginato da Anna, la mia cuginetta campagnola

Ciao sono Marco, mi piace passare le mie giornate chiuso nella mia stanza a videogiocare e guardare porno. Purtroppo i miei genitori non sono molto d’accordo riguardo al mio stile di vita e questa estate mi hanno spedito dai miei zii in campagna. Non mi sono potuto portare nessuna console o il computer, quindi posso giocare solo con il telefono. Potrei, ma mia cugina Anna non mi lascia mai in pace. Vuole sempre andare in giro in bici per ore o fare escursioni nel bosco. È più giovane di me, un paio d’anni di meno, mora e slanciata, sarebbe anche molto attraente se non fosse per I suoi modi rustici, inoltre non abbiamo molto in comune. Mi parla di cose che non mi interessano e vice versa, ma visto la sua insistenza l’accompagno nelle sue avventure. Un giorno durante un’escursione si sloga una caviglia e mi tocca riportarla fino a casa sulle spalle. Io non sono per nulla allenato ma ho un fisico robusto e lei è leggera, quindi a fatica ce la faccio. Da quel giorno non potendo camminare per po’ di tempo, inizia anche lei appassionarsi ai giochi per telefono. Insomma iniziamo a capire che gli interessi dell’altro non sono così male. Quando si ristabilisce mi porta in un “posto speciale”, ovvero un laghetto nel bosco in cui ci si può fare il bagno.
“Dai tuffiamoci!”
“Ma non ho il costume!”
“Beh puoi stare in mutande, cosa c’è ti vergogni?”
Si leva pantaloncini e maglietta restando in intimo: ha un fisico davvero asciutto e sodo, sembra quasi una di quelle modelle delle riviste di fitness. Prende la rincorsa e si tuffa a bomba, poi inizia a schizzarmi finché non la raggiungo. Iniziamo a lottare in acqua e ci ritroviamo faccia a faccia.
“Tu hai mai baciato una ragazza?”
“Ehm no… Non ho tempo per queste cose, tu invece… Hai mai fatto qualcosa con un ragazzo?”
“Sì, ma non erano come te..”
Si avvicina ancora di più e mi bacia sulle labbra, la stringo forte, sento la sua lingua morbida e umida dentro la mia bocca, ricambio, mi indurisco, se ne accorge, abbassa i boxer e lo guida dentro di lei avvinghiandosi a me. Accade tutto molto velocemente, non ho il tempo di pensare, con il bacino guida i nostri movimenti sempre più velocemente fino a quando esplodo dentro di lei. Mi bacia, poi ridendo si stacca e nuota verso la riva. Non so cosa mi aspettassi per la mia prima volta, ma non di farlo in un laghetto con la mia cugina campagnola.
Da quel giorno cambia tutto e niente: passiamo le giornate tra videogiochi ed escursioni, solo che una volta rimasti soli lo facciamo un po’ dove capita, scoprendo ogni volta nuove posizioni e cosa ci eccita di più. Ad esempio a lei piace stare sopra di me e se la lecco sotto le ascelle viene quasi immediatamente, mentre io impazzisco quando lo facciano a missionario e lei mi stimola il buchetto infilandoci un dito.
Purtroppo anche le cose belle finiscono, quindi eccoci di nuovo al laghetto dove abbiamo allestito un piccolo falò per festeggiare l’ultima mia sera in campagna, ci siamo organizzati bene: carne da grigliare, qualche birra presa di nascosto e persino I sacchi a pelo. Dormiremo qui, o almeno ci proveremo, visto che per non farci prendere dai brutti pensieri continuiamo a darci dentro.
Lei è su di me, il suo viso è un mix di malizia e tristezza, lo tira fuori, inizia a guidarlo sul suo buchetto di dietro, piano piano in modo che si schiuda…
“Così non l’ho mai fatto con nessuno”
E si impala di colpo. Mi stringe forte, vedo le lacrime sul suo viso, ma mi incita a pompare più forte che posso.
Spingo senza pensare. Credo che in quel momento Anna preferisca farsi distrarre da questo dolore piuttosto che da quello che ci aspetterà all’alba. Inizialmente siano goffi e impacciati, ma dopo un po’ di tempo non siamo più lì. Ci troviamo in un luogo dove non c’è un “io” o un “lei”, ma solo un unico corpo sconvolto dal piacere. Quando ritorno in me è quasi l’alba. Anna è stretta al mio petto, dopo un ultimo bacio non ci parliamo quasi più, solo frasi di circostanza… Dopo l’ovvio scambio di numeri, mi promette che appena può verrà a trovarmi in città, io lo spero ma queste cose in realtà si sa come vanno a finire…
Quello che è sicuro è che mi porterò sempre nel cuore il ricordo di questa estate.

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