Racconto n. 12 “L’insoddisfatta”

Lorenza era assai pensierosa perché da un lato le era piaciuto farlo con i due uomini, dall’altro lato, si sentiva sporca. Decise di prenotare un massaggio e riuscì a trovare il posto per il giorno stesso con la sua massaggiatrice preferita, Silvia. Purtroppo, quando Lorenza arrivò al centro estetico le dissero che Silvia era dovuta andare via urgentemente a causa di sua figlia. Al suo posto, se avesse voluto ci sarebbe stato Alberto. Lei era perplessa non si era mai fatta massaggiare da un uomo perché pensava che si sarebbe sentita a disagio. Comunque, disse che si sarebbe fatta fare il massaggio da Alberto, visto che, ormai, era lì.

Alberto la fece andare a spogliare nel camerino e a mettersi la biancheria monouso, lei si sdraiò nel lettino e lui prese a massaggiarle le spalle che erano molto contratte. Le sue mani erano davvero calde e sapienti e a Lorenza, non volendo scappò un gemito. Era davvero in imbarazzo, ma Alberto disse che alle volte succedeva e di non preoccuparsi. Lui continuò a massaggiare andando via via sempre più in basso fino ad arrivare al suo lato b e le tolse le mutandine monouso e le massaggiò il culo e poi glielo baciò, affermando che era bellissimo. Lei gli disse che non era un comportamento professionale e lui le disse brutalmente che le sembrava una donna che avesse bisogno di molte “attenzioni” maschili. Lei gli rispose che ultimamente le aveva avute da differenti uomini.

La risposta era evidentemente sbagliata, in quanto, lui si sentì in diritto di farle sentire il suo cazzo in erezione sul culo. Lei sentì che era bello grosso e lui disse che non vedeva l’ora di scopare con lei. Lorenza rispose che non le sembrava il luogo adatto, ma Alberto disse che l’aveva già fatto diverse volte. Inoltre, lui aggiunse che non era il solo dei massaggiatori del centro estetico a farlo. Lei avrebbe voluto prendere e andarsene, perché lui le sembrava molto arrogante e sicuro di sé e stava per farlo, quando lui la baciò in bocca, con la lingua, strappandole il reggiseno monouso. Lorenza, allora, spogliò Alberto, che aveva un bellissimo fisico oltre che un cazzo di discrete dimensioni. Si sentiva in balia delle proprie sensazioni mentre lui le succhiava i capezzoli e le metteva un dito nella fica bagnata.

Le disse che era in calore e non capiva perché prima sembrava che non volesse dargliela. Lei rispose che ultimamente l’aveva data un po’ troppo via. Alberto rispose che non si sarebbe pentita di fare sesso con lui. Alberto la fece sdraiare sul lettino con il culo in su, mentre lui senza neanche un lubrificante la inculò strappandole un grido che si sentì poco, perché lui le aveva messo una mano sulla bocca.

Le fece sentire dentro quanto fosse grosso e lungo il suo cazzo, poi prese a muoversi lentamente strappandole gemiti di piacere sempre smorzati dalla mano di lui, finché le venne dentro e lei ebbe il suo orgasmo.

Siccome Alberto conosceva molto le donne, capiva che Lorenza ne aveva ancora molta voglia, quindi la fece sdraiare e prese da un armadietto un vibratore che le infilò dentro e la fece venire molte volte. L’ultima volta venne squirtando per la gioia di lui, che aveva visto poche donne riuscire a farlo. Le disse che era proprio una gran soddisfazione vederla godere.

Le mostrò che era ancora pronto con il suo cazzo ben in erezione e quindi lei lo prese in bocca e prese a succhiarlo, succhiarlo, succhiarlo. Lui le disse che era una gran pompinara e venne nella sua bocca con potenti e abbondanti getti di sperma che lei ingoiò.

Alberto disse che era in ritardo che aveva un altro massaggio da fare, la baciò le disse di mettersi l’accappatoio, poi rivestirsi e uscire, come niente fosse. Si scambiarono il numero di telefono per rivedersi poi con tutta calma.

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