A caccia di un cazzo nero

Inimmaginabile come la mia situazione si sia aggiustata al 100% a mio favore. Direi tre cose in un colpo solo: primo, erano improvvisamente svanite le mie paure che Pierluigi potesse sospettare dei miei tradimenti, secondo, potevo continuare tranquillamente la mia “agiata” vita matrimoniale e terzo, avevo mio marito in ginocchio, strisciante ai miei piedi, che pur di non perdermi, si era completamente sottomesso alle mie volontà, concedendomi pure la possibilità di poter scopare con chi volevo. Va detto che per me, con questa proposta Pierluigi mi era scaduto veramente tanto, non riesco proprio ad immaginare, come un’uomo possa ridursi ad umiliarsi così tanto, da arrivare al punto di chiedere alla propria amata di scopare con un altro e per di più davanti ai propri occhi, comunque sia, pensai che se mio marito cerca l’eccitazione nel farsi umiliare, dovrebbe iniziare a prepararsi bene mentalmente, perché io ci sarei andata giù in maniera pesante. Dopo un paio di giorni, con Pierluigi intento a pianificare con cura la sua importante assenza dal lavoro, mi disse:
“Giulia, prendi il libretto degli assegni e vai in agenzia a prenotare due settimane in qualche bel posto turistico e come promesso, hai carta bianca, sarà il nostro viaggio”
“Vedrò di valutare al meglio le offerte ma certo che in pieno inverno…”
“I maestri di sci sono troppo belli, potresti anche innamorarti, ahaha”
“Per i maestri di sci, puoi stare tranquillo perché non fanno assolutamente il mio tipo!”
Pierluigi insisteva per il viaggio, io non ero mai stata grande amante dei viaggi, a Genova avevo sempre trovato tutto quello che mi piaceva e se Saliou non fosse stato tanto cretino lo avrei sicuramente portato a casa mia come partner ideale per questa trasgressione senza neanche viaggiare. Comunque sia, anche da viaggiatrice inesperta, avevo ben chiaro in testa cosa volessi, niente posti freddi e tanto cazzo a disposizione, perciò mi risultava perfetta la combinazione di paese esotico e cazzo africano. In agenzia mi fu proposto, Kenya, Zanzibar e Senegal e dopo un po’ di titubanza scelsi il Senegal, esclusivamente perché l’offerta del resort era veramente irrinunciabile. Quando alla sera Pierluigi rientrò dal lavoro, mi chiese:

“Giulia, hai comprato i biglietti? Dove andiamo?”

“Amore dove andiamo inizia con la s”.

“Spagna!”

“No Pier, ho scelto il Senegal, se è per viaggiare tanto vale andarsene al caldo”
Pierluigi ci rimase abbastanza male.

“Ma Giulia, ti sembrano quelli i posti dove andare?”

“Sì Pier, ce ne andiamo al caldo e guarda qui le foto del resort, inoltre le altre opzioni che mi hanno proposto erano Kenya o Zanzibar”

“Ma quale resort, ma quale villaggio, mi credi scemo? Tutti posti particolari dai, almeno ammettilo che vuoi andare là per provare cazzo nero”

Provare? Hahahaha, dentro di me ridevo come una matta per la sua ingenuità, non sa che il cazzo nero l’ho già provato e riprovato e lo adoro, ma questo non glielo potevo certamente dire.

“Pier mi avevi promesso di non intrometterti, ma se proprio lo vuoi sapere, se devo farmi una scopata fuori dal matrimonio, il cazzo nero ha sempre stuzzicato la mia fantasia. Tu Pier prima mi illudi con le tue parole e poi ti vuoi tirare indietro… Se vuoi cancellare il viaggio…pazienza, vorrà dire che me ne troverò uno qui a Genova, in questa città di africani non ne mancano di certo”

“Ma non cancelliamo un bel niente, ti ho promesso che andiamo e così faremo, poi queste pazzie è meglio farle a chilometri di distanza”

Forse Pierluigi non si aspettava che io volessi concedermi ad un uomo di colore e fino alla partenza mi tenne il broncio. II viaggio in aereo fu abbastanza lungo, poi da Dakar seguimmo ancora con un pulmino organizzato fino ad arrivare a destinazione. Il resort era veramente eccezionale, paradisiaco, molto curato e ogni bungalow aveva una piccola piscina a disposizione, dal vicinissimo mare si sentivano le onde ed il clima, specialmente la sera, era perfetto. Il primo giorno, la stanchezza del lungo viaggio si fece sentire e ci limitammo a fare una leggera camminata serale, poi al secondo giorno, nonostante la mia pelle chiara non ami molto il sole, andammo nell’enorme spiaggia di fronte al resort e fu subito chiaro di come funzionavano le cose lì. Il 70% del turismo è femminile, donne di tutte le età, dai 25 alle over 60, qualche spagnola, qualche tedesca e poi tante italiane, francesi, belghe e olandesi, inesorabilmente abbordate da decine di ragazzi del posto. Alla notte, nei localini è ancora tutto più nitido, solo alcune coppie europee nei ristoranti più cari, poi tutte coppie miste, con maschio rigorosamente africano. Come donna devo ammettere, che qualche mia “collega” si comporta passando il limite del ridicolo, ma è altresì vero, che questi ragazzi (anche se li ritengo falsissimi) sanno veramente come corteggiare una donna, ti fanno sentire importante, unica, sono gentili, seducenti, sensuali ed ostentano sicurezza, sapendo che tutte queste donne, sono lì, per farselo sbattere su da loro. Già in Italia i senegalesi sono più sfacciati dei nostri ragazzi italiani ma qui, a casa loro passano veramente il limite; io non perdo la postura e mi limito ad osservate tutto e nonostante sia accompagnata da Pierluigi, vengo abbordata ripetutamente. Pierluigi non fa altro che criticare tutti e tutte, mi dice:

“Le donne senegalesi sono bruttissime, se un africano di questi riesce a portare a letto una come te, impazzisce!”

Che palle mio marito, oltre a criticare gli uomini, trova anche il tempo per criticare le donne locali, che poverine, lavorano tantissimo e sono sempre gentilissime con i turisti.
La sera, verso le 21:00, mentre ci beviamo un drink nel bar del resort, si presenta un tipo molto particolare che sfoggia una grossa collana in oro, ha la pelle scurissima, è completamente calvo, con due brutti baffi stampati in una faccia davvero poco amichevole, è alto circa 170 cm, o forse anche meno, ma fisicamente è molto massiccio, con un discreto italiano ci dice:

“Buonasera, mi dispiace disturbarvi, io mi chiamo Kuddu, lavoro qui e sono il responsabile della sicurezza del resort, per qualsiasi cosa o problema, io sono a vostra totale disposizione, lavoro la notte, ma anche di giorno potete trovarmi, basta chiedere di me in giro, perché qui, tutti mi conoscono”

Con un bel sorriso e un’occhiata maliziosa alle mie gambe, se ne va.
Kuddu anche se è piuttosto brutto, devo ammettere che ha un non so che, lo definirei un fascino tutto particolare, mi sembra un personaggio molto misterioso, egocentrico e da quanto pare, è idolatrato da tutti, sia dai funzionari del resort, che dai tanti turisti. Ovviamente mio marito non perde tempo per criticarlo.

“Guarda che personaggio sinistro, non ci affiderei nemmeno 5 euro!”

“Pier non criticare sempre tutti, voleva solo essere gentile, stai tranquillo e goditi la vacanza”

“Giulia perché stasera non ci riposiamo ancora un po’, rilassandosi nella piscina del nostro bungalow?”

Io avrei preferito sicuramente uscire per ballare un po’ e conoscere qualche ragazzo interessante, ma devo ammettere che sono un po’ stanca, forse ancora dal viaggio o forse dalla giornata trascorsa in spiaggia e l’idea di mio marito non è poi così male, d’altronde abbiamo due settimane a disposizione. Ci prendiamo una caraffa di un di succo di frutta e ritorniamo al vicino bungalow, mi metto un bikini e mi tuffo in piscina, mentre Pier rimane seduto sul bordo, guardando il via vai del resort. Il mio bikini è molto sexy e tutti gli uomini che passano, mi squadrano spudoratamente dalla testa ai piedi.

“Giulia questi africani che ti girano intorno come squali, mi rendono nervoso, scegliamone velocemente uno e facciamola finita”

“Pier, capisco che non ti senti a tuo agio in questa situazione e ti capisco, ma dovresti essere orgoglioso che la tua donna sia tanto desiderata, vuol dire che sono ancora bella”

Quando stiamo quasi per rientrare, vediamo passare davanti a noi, una giovane ragazza spagnola mora e alta, molto graziosa, accompagnata mano nella mano da Kuddu che approffitando dello stato un po’ brillo della ragazza se la palpeggia tutta prima di portarsela nel bungalow vicino al nostro, Pier mi guarda esterrefatto e dice:

“Non posso credere che quella bella ragazza si faccia scopare da quel dinosauro, ha gusti da film horror. Certo bisogna dire, che il capo della sicurezza lavora proprio sodo, ahaha, con quella moretta se ne starà rintanato lì dentro fino a domani!”

“Vorrei sapere perché ti interessa? Questa ragazza sarà venuta qui per farsi una bella scopata e non certo per cercarsi l’amore della vita.”

Mi riprometto che se Pier continua ad essere così irritante, aprirò le mie cosce al più brutto degli uomini. Il giorno seguente, dopo una bella colazione, andiamo nella spiaggia del resort, appena arrivati, Pierluigi vede una turista sola, probabilmente tedesca, sui 45 anni, bionda con i capelli corti, il suo fisico molto formoso è ancor più messo in evidenza da un piccolissimo e provocante bikini rosso; con fare un po’ gradasso mio marito decise di sedersi dietro questa puttanona probabilmente con l’intento di sbirciare quelle forme. Io, non essendo affatto gelosa, lo accontento volentieri anche perché siamo vicini alla doccia di acqua dolce. Dopo circa una mezz’oretta, improvvisamente tutto si ritorce contro mio marito ahaha, infatti arriva l’accompagnante di questa signora e amici lettori, è di nuovo lui, Kuddu. Dopo aver trascorso la notte con quella giovane spagnola del bungalow vicino al nostro, il sorprendente Kuddu è di nuovo sul pezzo in compagnia di un’altra turista, riuscendo veramente ad attirare sia la mia curiosità, che quella di mio marito. Appena si toglie i bermuda, le sue qualità nascoste, vengono subito messe in risalto, infatti Kuddu indossa un costume a slip bianco, che una volta bagnato, diventa praticamente trasparente, mostrando un cazzo assolutamente esagerato, che attira l’attenzione di tutte le donne e probabilmente le invidie dei maschietti. Io sono coricata sulla sdraio e grazie agli occhiali scuri faccio finta di niente, ma in realtà non riesco a togliere lo sguardo da quell’enorme coso, inoltre, Kuddu quando va a bagnarsi sotto la doccia, è sempre girato verso di me, pavoneggiandosi mi mette in gran evidenza quel grosso cazzo che ha tra le gambe. Poco dopo, si ferma vicino a noi una donna senegalese, chiamata Rama, che con la solita retorica dei 3 figli da mantenere, vorrebbe farmi le treccine, io rifiuto ma le do 5 euro come regalo, allora Rama diventa molto gentile e mi dice:

“Oltre ad essere molto bella, tu hai un gran cuore”

Nel frattempo Kuddu è intento a spalmare una crema protettiva alla sua turista, massaggiandole con cura tutto il corpo; Rama percepisce che lo sto osservando curiosa e per non farsi sentire da mio marito, mi sussurra nell’orecchio:

“Si chiama Kuddu, lavora come vigilante ma in realtà, è il gigolò più richiesto della zona, le turiste fanno la fila e tutte, belle o brutte che siano, pagano per fare sesso con lui”

“Nel resort è molto conosciuto, ora che lo vedo praticamente nudo, capisco il perché, ahaha”

“Hai visto che cazzo grosso che ha? Adesso tu sei con tuo marito, ma se vuoi farti una scopata fuori dal matrimonio, per venti euro ti affitto casa mia e ti faccio incontrare con lui, vuoi?”

“No Rama, grazie lo stesso”

Verso le 13, io e Pierluigi lasciamo la spiaggia per andare a pranzare, mio marito mi parla, ma io nemmeno lo ascolto, sono distante anni luce da lui ed immersa nei miei erotici pensieri, cerco di immaginare, quali sensazioni avranno provato quella ragazza spagnola e quella troiona tedesca, sventrate da quell’enorme cazzone di Kuddu… delirio? Piacere? Anche dolore? Solo provando posso mettere fine alla mia curiosità. Dopo pranzo io e Pier andiamo nella stanza a riposarci un po’ e lo metto al corrente delle mie intenzioni:

“Pier volevo avvisarti che voglio farmi quel Kuddu!”

“Ah cara Giulia, per me non è certo un fulmine a ciel sereno, in spiaggia mi sono accorto con che avidità gli guardavi quel cazzo da cavallo, d’altronde è l’unica cosa che una donna possa volere da quell’orso. Comunque, se è questo che vuoi, io sono favorevole e ti appoggio in pieno”

“Grazie Pier!”

Continua…

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